Se lo zucchero fa male ai denti, perché i dentifrici sono tutti dolci da far schifo? Ecco, alle volte mi vengono in mente cavolate di questo genere, quando penso alla vita e ai suoi meccanismi. In realtà non sono i meccanismi della vita, ad essere sbagliati; è la nostra società ad esserlo, ed il modo in cui crediamo di poter aggirare le leggi della natura, il buon senso, la logica e a volte soltanto quel minimo di dignità di cui ciascun essere vivente è dotato per natura.
Così apri la cassetta della posta, ogni mattina, e ti trovi sommerso di pubblicità che ti spinge a comprare, a consumare oltre le tue esigenze, oltre il dovuto, oltre il lecito. Non importa se i soldi per farlo non ce l'hai, perché tra le tante promozioni e offerte c'è senz'altro qualcuno che ti vuole vendere? i soldi! Questa è peggio dello zucchero e del dentifricio... Ma come, viviamo in un epoca di recessione totale, nessuno ha più un posto di lavoro fisso, tutti fanno fatica ad arrivare a fine mese e ci vogliono vendere i soldi?!?
Se ci penso mi viene in mente un vecchio (si fa per dire) film di Benigni, in cui lui va in banca a chiedere un prestito per comprarsi una casa e gli chiedono se ha dei soldi investiti, a garanzia (la battutaccia, ovviamente, è che lui c?ha il guardaroba pieno, di vestiti...) Quanti anni avrà quel film, venti? Più o meno, di sicuro non cinquanta, né tantomeno cento! Eppure in questi vent?anni scarsi il mondo s?è rovesciato del tutto, anche se siamo in pochi ad essercene accorti.
Eppure sarebbe tanto facile da riassumere? i nostri nonni, poveri e appena usciti da una guerra tremenda, pagavano in contanti quel poco che potevano permettersi e, a gran fatica, a sessant?anni si sono comprati una casa per vivere che hanno poi lasciato ai nostri genitori; questi, un po' meno poveri dei loro genitori, a trent'anni hanno diviso coi fratelli la casa paterna, hanno versato un acconto per un nuovo alloggio, strappando coi denti un mutuo ad una banca (coperto dal loro posto di lavoro fisso) e con questo hanno pagato la loro prima casa, per poi fare più o meno la stessa cosa a cinquant?anni con la residenza per le vacanze. Noi, la nostra generazione degli anni settanta, molto più ricchi di nonni e padri, ci ritroviamo una o due case a testa, sempre più care da mantenere, e pur senza contanti nelle tasche e senza un posto di lavoro fisso, siamo liberi di... indebitarci fino al midollo per comprarci tutto quello che vogliamo: telefonini con la telecamera, televisori al plasma, automobili che dopo cinque anni non possono più circolare da nessuna parte, gadget tecnologici che ci vendono a saldo un mese dopo la loro immissione sul mercato e che dopo un altro mese non valgono più neppure la corrente elettrica che consumano...
Qualcuno dirà: "...ma non ci manca niente!" Già, proprio così. Niente, a parte un cervello in grado di capire quanto sia triste e meschino tutto questo agitarsi di tette e di culi in televisione soltanto per venderci qualcosa di cui non abbiamo alcun bisogno! Ritroviamo un po' di orgoglio, per cortesia; guardiamo in faccia la realtà, accontentiamoci del poco che abbiamo e non lasciamo debiti a chi ci sopravvivrà. Mangiamoci tutto, se del caso, ma ritroviamo il coraggio di dire a noi stessi: "non ho i soldi, non lo compro!" Scusate lo sfogo...